L’angelo: illusione o rivelazione?

L’angelo: illusione o rivelazione?

C’è qualcosa che ci attrae e ci inquieta profondamente in queste figure alate. Laddove l’umano incontra il sacro, l’angelo appare, sospeso in una dimensione indefinita tra cielo e terra. Figura poliedrica e misteriosa, l’angelo incarna significati che oscillano tra sacro e profano, tra devozione e ribellione. Ma perché l’arte, dalla pittura medievale fino alla street art, continua a raffigurarlo? La risposta potrebbe risiedere nel fatto che l’angelo non è mai solo un angelo; ma piuttosto uno specchio, attraverso il quale osserviamo i nostri desideri più profondi, le nostre paure e il nostro perenne bisogno di dare un senso al mondo.
L’angelo, indubbiamente, è un soggetto che continua a mantenere una potenza evocativa senza tempo, metafora complessa, aperta a molteplici interpretazioni.

Dettaglio di un Angelo dipinto su tela con colori pastello dell'artista Alessandro Casale
Gruppo di Angeli 2009, Alessandro Casale, Ingrandimento

 

Il Simbolo della Fede e della Protezione

Nell’arte paleocristiana e medievale, gli angeli appaiono come messaggeri divini, con un aspetto umano arricchito di ali per suggerire la loro natura trascendente. Anche se le Sacre Scritture non li descrivono esplicitamente con questo attributo, gli artisti medievali aggiunsero le ali per sottolineare la loro capacità di attraversare il confine tra cielo e terra. Apparivano nelle rappresentazioni chiave, come l’Annunciazione, a simboleggiare l’intervento divino nella storia e il loro ruolo di intermediari tra Dio e l’umanità.
In un’epoca segnata dall’incertezza e dal timore del peccato, gli angeli rappresentavano sicurezza e ordine. Raffigurati con espressioni ieratiche e ali dorate, incarnavano la fede come garanzia e conforto, rassicurando le persone attraverso la loro immagine solenne, austera e distante.

 

Raffigurato come un guerriero divino e imponente, l’arcangelo Michele è un esempio della solenne rappresentazione degli angeli nell’arte bizantina e medievale. Le ali dorate e la postura ieratica trasmettono un senso di sacralità e protezione, tipico della raffigurazione medievale degli angeli.
L’Arcangelo Michele – Mosaico della Basilica di Sant’apollinare Ravenna VI secolo

Rinascimento: La Bellezza della Spiritualità Umana

Con il Rinascimento, il corpo umano venne riscoperto e celebrato anche nell’arte sacra, trasformando la figura angelica in un simbolo di bellezza e grazia. Angeli dalle forme armoniose e dagli sguardi sereni, opera di artisti come Botticelli, Raffaello e Michelangelo, rappresentavano un ideale estetico vicino al divino ma accessibile all’osservatore umano. In questo periodo appaiono i “putti,” piccoli angeli paffuti che infondono un senso di leggerezza alle scene sacre, incarnando un’idea di fede più vicina, dolce e familiare. L’angelo diventa una guida che invita a un’esperienza spirituale più intima, senza la distanza reverenziale tipica del Medioevo.

 

Botticelli ritrae un gruppo di angeli delicati e dall’aspetto umano, che sorreggono una corona sopra la Vergine e il Bambino. Gli angeli incarnano la bellezza rinascimentale, con volti sereni e lineamenti armoniosi, in sintonia con l’ideale di spiritualità e bellezza umana del Rinascimento.
Madonna del Magnificat – Sandro Botticelli, 1481

Barocco: L’Angelo tra Dramma e Passione

Durante il Barocco, gli angeli assumono una presenza drammatica e passionale. Artisti come Caravaggio, Bernini e Rubens li rappresentano immersi in composizioni dinamiche, enfatizzando emozioni intense e gesti teatrali. Le figure angeliche diventano simboli di giustizia e sacrificio, spesso raffigurati con pose eroiche e combattive che li avvicinano alla figura del guerriero.
L’arte barocca esplora il lato passionale della fede: gli angeli sono raffigurati come creature che soffrono, proteggono e lottano, riflettendo un’umanità dove la spiritualità si intreccia con il sacrificio e la sfida morale. In questo periodo, l’angelo non è solo un messaggero di pace, ma diventa una rappresentazione della lotta interiore tra il bene e il male.

 

In questa celebre scultura, l’angelo appare mentre trafigge il cuore di Santa Teresa con un dardo dorato. L’opera è caratterizzata da un’intensa teatralità e drammaticità, e l’angelo esprime forti emozioni, incarnando la passione e il pathos tipici del Barocco.
Estasi di Santa Teresa – Gian Lorenzo Bernini, 1647-1652

 

 

Romanticismo e Simbolismo: L’Angelo dell’Anima

 

Nel Romanticismo, l’angelo si trasforma in una figura introspettiva, simbolo dell’anima inquieta e delle profonde domande sull’esistenza. Artisti come William Blake e Caspar David Friedrich raffigurano angeli malinconici, riflesso di un desiderio di trascendenza e di una ricerca spirituale personale, facendone un simbolo delle emozioni umane, incarnazione delle aspirazioni e delle inquietudini dell’individuo.
Con il Simbolismo, la figura angelica diventa ancor più enigmatica, incarnando il mistero della vita e della morte. Artisti come Odilon Redon e Gustav Moreau ritraggono angeli che esprimono il fascino dell’inconscio, figure oniriche che sembrano provenire da mondi paralleli, simboli dell’infinito e dell’ignoto. Angeli che non rassicurano ma piuttosto si confrontano con l’osservatore, suscitando domande metafisiche sulla natura umana e sul destino.

 

L’angelo è rappresentato in uno stato visionario e onirico, quasi spettrale, che simboleggia l’inquietudine spirituale e il desiderio di trascendenza tipico del Romanticismo. Le figure degli angeli, sfuggenti e malinconiche, riflettono l’approccio personale e introspettivo di Blake alla religiosità.
La Scala di Giacobbe – William Blake, 1799-1806

 

Cabanel dipinge un angelo malinconico e triste, con uno sguardo lontano e sconfitto. Questa rappresentazione dell’angelo caduto incarna il tormento interiore e l’enigmatico mistero della vita e della morte, temi cari al Simbolismo.
Angelo Caduto – Alexandre Cabanel, 1868

Arte Contemporanea: Angeli Fragili e Concettuali

Nell’arte contemporanea, la figura angelica si frammenta ulteriormente, assumendo sembianze nuove e inaspettate. Artisti come Marc Chagall rappresentano angeli malinconici, sospesi tra cielo e terra, simboli di un’umanità che cerca luce pur immersa nella propria fragilità.
Altri artisti, come Kiki Smith e Anselm Kiefer, esplorano l’idea di angeli decadenti e feriti, creature inserite in contesti urbani degradati e immersi in atmosfere di disillusione. Gli angeli di Kiefer, per esempio, riflettono una spiritualità spezzata, simboleggiando la vulnerabilità umana in una realtà complessa e frammentata, esprimendo la precarietà e il senso di smarrimento tipico della società contemporanea.

 

Kiefer rappresenta gli angeli come figure decadenti e ferite, immerse in paesaggi cupi e frammentati. Le sue opere riflettono una spiritualità moderna spezzata e la vulnerabilità umana, reinterpretando la figura angelica come simbolo di una condizione esistenziale fragile e precaria.
La caduta degli angeli – Anselm Kiefer (1983-1995)

 

 

In questo scenario contemporaneo, emerge Alessandro Casale, che fonde la dimensione terrena con una spiritualità sospesa e rarefatta. Figure eteree e quasi oniriche, i suoi angeli sono esseri che trascendono la materia e si manifestano nel colore, diventando “splendenti epifanie”, immagini che sfumano e si fondono con le sue atmosfere, quasi fossero emanazioni di un respiro cosmico.
Gli angeli di Casale diventano metafore di una ricerca essenziale, immagini simboliche immerse in un silenzio profondo, che rimandano a una “religiosa spiritualità”, che sembra emergere da un mondo al di là del visibile.
Ancora oggi, l’angelo ci parla di una dimensione interiore, ci invita a guardare oltre la superficie, e ci ricorda, in fondo, la nostra eterna aspirazione verso qualcosa di più grande di noi stessi.

 

 

Gruppo di Angeli – Alessandro Casale,  1999

 

 

 

Bibliografia essenziale
Ernst H. Gombrich, La storia dell’arte, Phaidon, 2008
Andrew Graham Dixon, Art: The Definitive Visual Guide, DK 2023
Émile Mâle, L’arte religiosa della fine del Medioevo in Francia, Studium, 2024
Rudolf Wittkower, Arte e architettura in Italia (1600-1750), Einaudi, 1995

Sitografia
https://www.uffizi.it/mostre-virtuali/nella-luce-degli-angeli#1
https://it.wikipedia.org/wiki/Angeli_nell%27arte#:~:text=Nel%20tardo%20Medioevo%2C%20gli%20angeli,Annunciazione%20di%20Jan%20van%20Eyck.
Fig. 1 https://alleanzacattolica.org/wp-content/uploads/2021/03/Figura-6.jpg
Fig. 2 https://www.uffizi.it/opere/botticelli-madonna-del-magnificat#gallery
Fig. 3 https://it.wikipedia.org/wiki/Estasi_di_santa_Teresa_d%27Avila#/media/File:Ecstasy_of_St._Teresa_HDR.jpg
Fig. 4  https://it.m.wikipedia.org/wiki/File:Blake_jacobsladder.jpg
Fig. 5 https://it.wikipedia.org/wiki/L%27angelo_caduto_(Cabanel)#/media/File:Alexandre_Cabanel_-_Fallen_Angel.jpg
Fig. 6  https://www.ilgiornaledellarte.com/Articolo/Per-Kiefer-gli-angeli-caduti-siamo-noi